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	<title>Relazionarsi con Amore</title>
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	<description>sex and (the) family</description>
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		<title>L’uomo e la donna per il figlio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Costellazioni Familiari]]></category>
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		<category><![CDATA[Tao Te Ching]]></category>

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		<description><![CDATA[Essere genitori: il punto di vista sistemico secondo la scienza di Bert Hellinger L&#8217;articolo è uscito a mia cura sul n°38 del trimestrale &#62;&#8221;Scienza e Conoscenza&#8221; Genitori non si nasce – si sente dire – genitori si diventa. E figli allora, si nasce? Nascere è la prerogativa della condizione di figlio-a, figlio-a di entrambi i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essere genitori: il punto di vista sistemico secondo la scienza di Bert Hellinger<br />
<em>L&#8217;articolo è uscito a mia cura sul n°38 del trimestrale </em><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-e-conoscenza-n-38.php?1496" target="_blank">&gt;&#8221;Scienza e Conoscenza&#8221;</a></p>
<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2012/01/genitori2.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1568" title="genitori2" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2012/01/genitori2.gif" alt="" width="232" height="175" /></a>Genitori non si nasce – si sente dire – genitori si diventa. E figli allora, si nasce? Nascere è la prerogativa della condizione di figlio-a, figlio-a di entrambi i genitori. Conoscete qualcuno che sia stato concepito da un genitore solo?</p>
<p>Sebbene la sociologia e la psicologia prevedano la famiglia monogenitoriale &#8211; con un solo genitore proprio o adottivo &#8211; tale visione è lontana dalla realtà e rischia di sollecitare l’esclusione del genitore mancante e, nel caso del figlio adottato, di entrambi i genitori biologici.</p>
<p>L’essere fisicamente assente in famiglia ci affranca dall’essere genitore?<span id="more-1565"></span></p>
<p>Quando si diventa genitori? Quando si GENera, passando, appunto, il corredo GENetico. Il corredino, quello possono farlo tutti, i nonni, gli zii, i genitori adottivi, i benefattori di un centro di accoglienza… ma quel corredo lì, quello spetta solo ed esclusivamente ai genitori.</p>
<p>Si tratta di un fatto, al di là di ogni impalcatura psicologica. Si può considerare meno madre una madre che muore di parto o che abbandona il figlio appena nato? Si può considerare meno figlio quello che muore prematuramente o è abortito?</p>
<p>Lo si fa, la dimenticanza è un tentativo moralmente legittimo – per limitare il dolore &#8211; a cui il sistema tende. E pur tuttavia questo crea disordine, confusione, prolungata sofferenza, malattia … Lo si vede bene con la metodologia sistemica e l’approccio fenomenologico delle costellazioni familiari.</p>
<p>Detto in modo asciutto asciutto accoppiarsi fisicamente è gettare le fondamenta della famiglia, della casata, potenzialmente creare nuova vita – un organismo vivente &#8211; ampliare l’albero genealogico e il sistema ramificato e complesso della stirpe.</p>
<p>Stando alle fondamenta, tale sistema e le sue amplificazioni – l’azienda, lo stato, il mondo &#8211; è soggetto dunque alle leggi dei sistemi viventi complessi e alla loro capacità di conservare e trasmettere informazioni, capacità che richiede una struttura ordinata.</p>
<p>I sistemi viventi – come già aveva anticipato il fisico quantistico Erwin Schrödinger -mantengono inoltre il loro ordine interno fino alla morte conformandosi al loro destino intrinseco.</p>
<p>In questo senso i legami familiari sono governati da leggi e ordini che in tutto e per tutto rimandano alla scienza della vita. Non è un caso quindi che chi ha sviluppato le cosiddette costellazioni familiari – Bert Hellinger &#8211; abbia chiamato la sua metodologia, in fase di ultima evoluzione, Hellinger Sciencia®.</p>
<p>E inoltre cos’è che rende un legame tale? Il rapporto sessuale. Senza di esso la perpetuazione della specie cessa e anche i legami familiari. Quindi alla fine a che cosa si riduce sta benedetta genitorialità, all’incontro di uno sperma con un ovulo? Tutto qui? Cos’è che rende padre allora? Solo l’aver reso disponibile qualche sperma veloce e competitivo al servizio del riprodursi della vita? E cos’è che rende madre? Semplicemente l’aver messo a disposizione – più o meno coscientemente &#8211; la porosa capienza dell’ovulo?</p>
<p>Biologicamente e sistemicamente parlando sì e anche di fatto. Sia che il figlio prenda o meno il cognome del padre, a causa di circostanze a seguire, questo nuovo essere vivente è suo figlio, qualsiasi sia il sentire psicologico che si sovrappone. Lo stesso vale per la madre, che peraltro porta visibilmente, e veglia, il frutto di quell’atto sessuale nel suo ventre.</p>
<p>Il sistema lo riconosce come figlio anche a dispetto dei genitori stessi. Generare è sufficiente ai fini della vita, sufficiente per fare di quella vita ricevuta qualcosa di nuovo, unico e ricco. <em>Colui che sa la sufficienza della sufficienza ha sempre a sufficienza… la sufficienza è ricchezza</em> dice il Tao Te Ching. Il posto di genitore si da generando, essere in grado di prenderlo è poi un altro paio di maniche.</p>
<p>L’accoglienza del figlio, l’accudimento amorevole e costante, il nutrimento e la protezione sono, citando me stessa, “grasso che cola”. Sento già il ronzio delle obiezioni. Questo “grasso che cola”, tendenzialmente, in quanto figli – e tutti lo siamo – è, considerato ovvio e dovuto. E in realtà, non lo è. Ho sentito dire, più volte, da Hellinger che tutti i genitori sono buoni e tutti i bambini anche.</p>
<p>Ma, e allora, l’amore? Sì, l’amore.</p>
<p>L’amore che agisce è funzionale alla vita, l’amore è la vita stessa che viene passata, è “la stoffa” del processo che muove e che procede in avanti. È l’amor che move il sole e le altre stelle, per dirla con Dante, e si manifesta come forza e vita nelle cose viventi rincara Giordano Bruno. È l’amore terra terra (sulla Terra siamo) che ha mosso l’uomo verso la donna e che altro li avrebbe mossi l’uno verso l’altro?</p>
<p>E che altro muove il figlio verso la madre, verso i sui seni per cercare nutrimento? E verso il padre? Sebbene questo possa rimanere sconosciuto, sarà conosciuto nel figlio per es. attraverso l’anelito che può portarlo in seguito alla ricerca del suo vero padre. Riconoscere quell’amore, anche se talvolta appare deviato e cieco, è riconoscere il figlio. Riconoscerlo è riconoscere con amore i genitori come propri genitori, proprio loro e proprio così, sebbene idealmente, spesso nell’adolescenza, ci sarebbero piaciuti diversi.</p>
<p>L’ordine del sistema, che viene prima dell’amore in senso affettivo, veglia affinché il figlio vi appartenga, di fatto, e se va come deve andare vi apparterrà anche di nome., Ma questo è secondario. Il suo posto nell’albero genealogico è determinato e se sarà permesso ai genitori e ai parenti a seguire di “dimenticare”, l’ordine che governa il sistema non lo dimenticherà, riportandolo all’attenzione del sistema stesso attraverso un sostituto tra le nuove generazioni.</p>
<p>Se la coscienza personale del sistema, attraverso i sui dictat di appartenenza uguale sopravvivenza ammette l’esclusione secondo i principi morali di buono e cattivo, secondo il senso di colpa e di fedeltà, le leggi della coscienza collettiva, anch’essa propria al sistema, per cui tutti vi appartengono di diritto senza esclusione di sorta, remeranno per il ripristino dell’escluso in accordo con un destino intrinseco.</p>
<p>E trovandoci di fronte a un sistema altamente complesso accade anche che la coscienza personale voglia trasgredire la collettiva, quando per es. un figlio voglia farsi carico, con tutto il buon senso di appartenenza e le buone intenzioni, di qualcosa che è di pertinenza dei genitori. Infatti a guardiana dell’ordine vige qui (coscienza collettiva) la gerarchia e chi viene prima ha la precedenza su chi viene dopo, e non si scherza.</p>
<p>Coprire il proprio posto e starci saldamente appare, quindi, fondamentale alla pace, all’armonia e al fluire dell’amore tra genitori e figli, e nel lignaggio.</p>
<p>È questo il punto cruciale che mi ha portato intuitivamente, anni fa, verso le costellazioni familiari, al tempo poco o nulla conosciute in Italia. È stato l’esagramma 37 della casata – gente di casa e anche la famiglia – che spesso incontravo consultando l’Iching, e il quaderno di mia figlia, dove a 8-9 anni aveva abbozzato con ordine quel che sapeva della sua genealogia.</p>
<p>Le sei linee dell’esagramma rappresentano le leggi che mantengono all’interno la casata. Le stesse che mantengono l’universo di cui la casata è un sottosistema, anch’esso in movimento, un movimento evolutivo. Si prenda la via lattea, c’è una coesione gerarchicamente ordinata e amorevole di tutte le stelle che la compongono a determinare la sua stabilità.</p>
<p>Teilhard de Chardin per es. interpreta l&#8217;amore come vera e propria forza gravitazionale con funzione centripeta capace cioè di attrarre o di curvare lo spazio-tempo. Immaginate il trambusto se anche solo una stella prende il posto di un&#8217;altra &#8211; e se succede è probabile che quel posto sia vacante. E pur tuttavia, magari a livello evolutivo e nonostante qualche possibile catastrofe, è necessario. Qui si apre una prospettiva più ampia e si manifesta una forza più vasta, amorale, quella dello spirito o spirituale, colta pienamente da De Chardin e nell’evolvere del suo metodo da Hellinger stesso.</p>
<p>L’immagine dell’esagramma</p>
<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2012/02/famiglia_o_casata37.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1573" title="famiglia_o_casata37" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2012/02/famiglia_o_casata37.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></p>
<p><em>La gente di casa<br />
Raccogliere: femminile Prova </em></p>
<p>Commentario sull’immagine</p>
<p><em>La gente di casa.<br />
La donna nella corretta posizione raggiunge il dentro.<br />
L’uomo nella corretta posizione raggiunge il fuori.<br />
L’uomo e la donna corretti.<br />
Il cielo e terra coinvolgono il grande nella rettitudine davvero.</em></p>
<p><em>La gente di casa possiede una severa autorità in-verità.<br />
Padre e madre coinvolgono denominare davvero.<br />
Il padre, padre. Il figlio, figlio.<br />
Il maggiore, maggiore. Il minore, minore.<br />
Il padrone di casa, padrone. La padrona di casa, padrona.<br />
E-pure il dao (Tao, ndr) della casa corretto.<br />
Correggere la casa e-pure sotto il cielo rettificare realmente.</em></p>
<p>Il padre al posto del padre e il figlio al posto del figlio, il figlio maggiore al posto del maggiore e il minore al posto del minore. La madre, madre e il femminile è l’asse.</p>
<p>Sembra ovvio eppure ovvio non è e qui “casca l’asino”. E quando l’asino casca si attua una violazione negli ordini del sistema. Come? La madre per es. chiede al figlio come è dato che il figlio faccia con la madre, il figlio diventa il grande e la madre la piccola. Qualcosa s’inverte nel flusso naturale di dare e ricevere che in questo caso va dall’alto verso il basso.</p>
<p>Ecco che il figlio è fuori posto e la madre può darsi che l’abbia perduto da tempo, magari nei confronti della sua stessa madre. E il sistema compensa secondo il suo ordine interno a ripristinare la coesione del gruppo nel suo modo arcaico. La conoscenza e l’applicazione consapevole delle sue leggi può essere un valido aiuto per permettere l’armonia tra genitori e figli e, da mantenere presente, ogni genitore è a sua volta in una relazione filiale.</p>
<p>Alla fine la vita è data, la vita è ricevuta e, se va bene, presa in pieno e al pieno del suo prezzo. E allora chi sono dunque i genitori? Fondamentalmente sono anch’essi figli. Poi sono coloro che si sottomettono alla piena della vita, alla sua irruenza, cieca anche. E ne sa qualcosa la madre. Per quanto possa prepararsi alla maternità con il massimo delle informazioni, dell’assistenza, delle cure mediche, delle discipline utili, sarà travolta già dai primi mesi da un fenomeno incontrollabile che agisce sul suo metabolismo, fa pressione sugli organi, preme sulle pareti della pancia, spinge su vene e capillari e allo stesso tempo irradia, plasma, appaga, rifulge, spirito fecondo che si fa materia.</p>
<p>Il parto avrà la forza di rovesciarla come un guanto, di farla vibrare dalle viscere, il meglio che può fare è abbandonarsi alla sua natura animale, all’urgenza e alla magnificenza biologica dell’evento. E, soprattutto, prender forza, se è dato, dalla propria madre e da tutte le donne che nel lignaggio l’hanno preceduta. <em>Raccogliere: femminile prova</em> dice l’immagine degli Iching. Si parla ora, in certe forme avanzate di assistenza al parto, della figura della <em>matherassistant</em>, della duola. Doula significa letteralmente “far da madre alla madre”. Ci si augura che lo faccia tenendo a cuore la madre vera. Altrimenti… gatta ci cova.</p>
<p>Se la tripletta ordine, gerarchia e amore – quest’ultimo nello scambio tra dare e ricevere &#8211; è ciò che contraddistingue l’universo e poi la casata, è dunque ciò che contraddistingue il sistema familiare. L’uno senza l’altro creano un passaggio d’informazioni zoppo.</p>
<p>Il trigramma degli Iching o tripletta rappresenta una vera e propria scrittura binaria, codice che non a caso caratterizza i sistemi complessi. E l’esagramma, altro non è, che l’incontro di due trigrammi. L’uomo e la donna portano, nell’incontro, i sistemi familiari di entrambi e la loro interazione con il nuovo sistema, che esige poi la precedenza sul vecchio. Suona all’antica?</p>
<p>Questo è quanto si palesa nell’approccio sistemico. Ci sono conflitti con i genitori, i figli sono spaesati nel sentirsi a loro volta genitori? C’è disagio evidente con i loro figli, c’è malessere con il partner? Sono presenti disturbi cronici, malattie psicofisiche? L’indicazione è: <em>correggere la casa</em> e raddrizzare il passo <em>sotto il cielo</em>.</p>
<p>La gente di casa significa anche gente che si raggruppa sotto uno stesso tetto e dunque, c’è aria di bancarotta in azienda? Tensioni con il datore di lavoro o con un collega? Sforzi e poco risultato nella professione? <em>Correggere la casa e-pure</em> aggiustare il tiro <em>sotto il cielo</em> <em>realmente</em>. E si tratta di un processo, l’avviarsi di un movimento e talvolta di una comprensione istantanea. L’immagine che si crea con la rappresentazione della costellazione familiare è una sorta di esagramma che attraverso i sui movimenti intrinseci manifesta i punti di forza e di debolezza.</p>
<p>Oltre questi punti si fa posto anche qui una prospettiva più grande. Mi sovviene questa immagine: generare e poi ritirarsi interiormente &#8211; <em>Quando l’opera è compiuta, ritirati: questo è il dao del cielo</em>. Che non vuol dire darsela a gambe, bensì rinunciare a ogni merito e demerito, ad ogni concetto di giusta paternità e maternità, di bene e male, sospendendo la preoccupazione e assecondando la crescita del figlio, così come si dispiega, tutto incluso.</p>
<p>E come si attua? Per es. guardando oltre il figlio e facendo l’occhiolino al suo destino, all’orizzonte ben oltre la sua persona. Per dirla con le parole spirituali del Buddha: i fatti accadono, le azioni sono compiute e non esiste colui che agisce. Che cosa agisce allora? Lo spirito – il respiro del vuoto lo chiamo io &#8211; come nell’ultima immagine evolutiva sviluppatesi nel metodo di Hellinger. L’ultima? Lo dubito. Tutto evolvendo muta.</p>
<p>Si prenda per es. questa immagine: <em>“L’uomo e la donna per il figlio – ancora e per molto tempo, sinché la vita terrestre non sarà giunta a maturità. Ma l’uomo e la donna l’uno per l’altro, sempre di più e definitivamente.”</em> (T. de Chardin)</p>
<p>Approfondimenti biblio essenziali:</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="Ordini dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ordini_dellamore.php?pn=1496" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/o/ordini-amore-nuova-ed.gif" alt="Ordini dell'Amore" width="97" height="156" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Bert Hellinger" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_bert_hellinger.php?pn=1496" target="_blank">Bert Hellinger</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Ordini dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ordini_dellamore.php?pn=1496" target="_blank">Ordini dell&#8217;Amore</a></div>
<div><a title="Urra Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_urra.php?pn=1496" target="_blank">Urra Edizioni</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_4.gif" alt="Buono" /></p>
<div><a title="Ordini dell'Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ordini_dellamore.php?pn=1496"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>A cura di Augusto Shantena Sabbadini e Rudolf Ritsema:</p>
<table style="margin-bottom: 30px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td width="140" align="center" valign="top"><a title="I Ching - Il Libro dei Mutamenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-ching-libro-dei-mutamenti.php?pn=1496" target="_blank"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/i/i-ching-il-libro-della-versatilita_36912.jpg" alt="I Ching - Il Libro dei Mutamenti" width="100" height="160" /></a></td>
<td>
<div><a class="autore" title="Augusto Shantena Sabbadini" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_augusto-shantena-sabbadini.php?pn=1496" target="_blank">Augusto Shantena Sabbadini</a></div>
<div><a style="font-weight: bold;" title="I Ching - Il Libro dei Mutamenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-ching-libro-dei-mutamenti.php?pn=1496" target="_blank">I Ching &#8211; Il Libro dei Mutamenti</a></div>
<div><a title="Urra Edizioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_urra.php?pn=1496" target="_blank">Urra Edizioni</a></div>
<p><img src="http://www.macrolibrarsi.org/img/rating_4.gif" alt="Buono" /></p>
<div><a title="I Ching - Il Libro dei Mutamenti" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-ching-libro-dei-mutamenti.php?pn=1496"><img style="border: 0;" src="http://www.macrolibrarsi.org/img/carrello.gif" alt="" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Femminile-maschile</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:23:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una dedica A mia madre che riempiva con la sensuale vitalità del suo canto le stanze della mia adolescenza. A mio padre che quando ordinava la legna per l’inverno &#8211; come fosse una cattedrale – era in stato di meditazione. Di ognuno di loro so e porto i segni di altre parti oscure. Tuttavia nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una dedica</p>
<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/12/maschile-femminile.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1548" title="maschile-femminile" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/12/maschile-femminile.gif" alt="" width="233" height="176" /></a></p>
<p>A mia madre che riempiva con la sensuale vitalità del suo canto le stanze della mia adolescenza.</p>
<p>A mio padre che quando ordinava la legna per l’inverno &#8211; come fosse una cattedrale – era in stato di meditazione.</p>
<p>Di ognuno di loro so e porto i segni di altre parti oscure.<br />
Tuttavia nel riconoscere il fiotto di vita che anima il mio corpo-mente non v’è che lucente grazia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Presente come Amico</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 18:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arte della presenza]]></category>
		<category><![CDATA[Barry Long]]></category>
		<category><![CDATA[Byron Katie]]></category>
		<category><![CDATA[E.Tolle]]></category>
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		<description><![CDATA[20, 27 gennaio &#8211; 03 febbraio 2012 Ora di inizio: 20,30 presso &#8220;Campo dei Fiori&#8221; via Matteotti 128 (dopo il Ponte Nuovo andando verso Forlì) Cesena Il Presente come Amico Allenarsi insieme nell’arte della confidenza con questo momento (proprio questo e proprio così) Essere presenti, nel via vai di tutti i giorni, è imparare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong>20, 27 gennaio &#8211; 03 febbraio 2012</strong></span><br />
<a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/12/amico-presente.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1508" title="amico-presente" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/12/amico-presente.gif" alt="" width="100" height="102" /></a>Ora di inizio: <strong><span style="color: #ffcc00;">20,30</span></strong><br />
presso &#8220;Campo dei Fiori&#8221;</p>
<p>via Matteotti 128 (dopo il Ponte Nuovo andando verso Forlì)<strong><span style="color: #000080;"><br />
Cesena</span></strong><span style="color: #008000;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Il Presente come Amico</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Allenarsi insieme nell’arte della confidenza con questo momento</span><br />
(<strong><span style="color: #0000ff;">proprio questo e proprio così</span></strong>)</p>
<p>Essere presenti, nel via vai di tutti i giorni, è imparare a riconoscere il movimento della vita, la sua intelligenza, il suo incessante stimolo creativo in grado di dispensare nuove intuizioni, progetti, soluzioni, visioni evolutive…</p>
<p>Identificato con gli eventi della tua giornata, del tuo paese, del mondo confondi il vivere con la vita.</p>
<p>Ti sembra che vivere faccia acqua, che tutto vada storto, che poco o nulla <em>funzioni</em>?</p>
<p>Hai staccato semplicemente la spina dalla vita, dalla realtà del momento presente.</p>
<p>La vita è costantemente all’opera e <em>funziona</em>, sempre. Non è un insieme di momenti di successo e eccitazione, di altri fallimentari e di altri ancora piatti e incolori, è invero un flusso costante.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Tre serate-laboratorio </span></strong>per cominciare a mettere a frutto gli <em>espedienti</em> dei più &#8220;impertinenti maestri&#8221; contemporanei d’oriente e d’occidente: Osho, Barry Long, E.Tolle, Byron Katie</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Contatti: </strong></span><br />
<strong><span style="color: #008000;">Maria Angela Bigoli</span>:</strong> <a href="mailto:info@mariaangelabigoli.it">info@mariaangelabigoli.it</a> – cell. 393 6148844<br />
<strong><span style="color: #339966;">Elsa Masetti &#8211; <a href="http://www.elsamasetti.it/info/" target="_blank">&gt;me medesima</a></span></strong>: 340 7880612</p>
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		<title>Omelia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul corpo addomesticato Libera o Signore, la donna, dall&#8217;obbligo di produrre orgasmi, finti e veri. Di autoprocurarseli o volerli procurare. Anche questo fa parte del gioco, come la necessità del parto procurato o per procura, dicesi cesareo e cesareo programmato. Tuttavia solo la comprensione che l’orgasmo come il parto (e la vita tutta, qui tuttavia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul corpo addomesticato</p>
<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/12/natura-vagina-orgasmo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1493" title="natura-vagina-orgasmo" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/12/natura-vagina-orgasmo.jpg" alt="" width="237" height="180" /></a>Libera o Signore, la donna, dall&#8217;obbligo di produrre orgasmi, finti e veri.</p>
<p>Di autoprocurarseli o volerli procurare.</p>
<p>Anche questo fa parte del gioco, come la necessità del parto procurato o per procura, dicesi cesareo e cesareo programmato.</p>
<p>Tuttavia solo la comprensione che l’orgasmo come il parto (e la vita tutta, qui tuttavia sorvolo) sono eventi involontari permette loro di sprigionare l’estatica magnificenza della sostanza divina, con essa fusi e testimoni della fusione.<span id="more-1489"></span></p>
<p>Liberaci o Signore, donne e uomini, dalla tentazione d’intervenire, eccitare per accelerare &#8211; in senso letterario manomettere – l’orgasmo che è pura benedizione poiché è dono.</p>
<p>Quella dell’orgasmo è diventata una mania che ha assunto una falsa potestà.</p>
<p>Stupitevi dell’altro, meravigliatevi del mistero dell’accoppiamento, apritevi con riverenza all’intelligenza e al mistero degli organi sessuali, cogliete la vibrazione della vita nei corpi, la possenza divina della materia e la bellezza, la bellezza, la bellezza di dio nell’altro. E se l’orgasmo arriva benvenuto, altrimenti non perdetevi tutto il bello che accade nel frattempo, compresa la comica necessità di farlo accadere.</p>
<p>Nell’amplesso, occhi negli occhi, in piena luce, assaporate il vero senso della preghiera, la lode all’altro che è dio e adorate la madonna – la donna madre &#8211; nel corpo della donna.</p>
<p>Chi ha detto che la madre è solo santa? Luoghi comuni che ci pongono in conflitto e in pretesa con la nostra di madre. Spesso pretendiamo che lo sia, santa… La vogliamo dolce, moderna, comprensiva, telepatica, supportiva, presente quando fa comodo e assente quando fa comodo, questo e quello… Come se fosse obbligatorio.</p>
<p>Abbiamo molto rimpicciolito il nostro senso del sacro.<br />
Vi dice niente questo aspetto della madre? Quello della madonna nera, caotica, primordiale &#8211; medusa e arpia &#8211; corrosiva, furente, selvaggia, posseduta dalla vita, dall’evento possente della creazione e del parto, fremente di estasi orgasmiche, tagliente, asciutta e calcinata, amorale, con gli occhi ardenti distruzione…</p>
<p>Si stenta ad accettare che siamo usciti non dal suo cuore puro, non dai suoi occhi dolci, non dalla sua bocca ridente ma dalla quella nera voragine animale irta di peli e di sangue, in preda a convulsioni involontarie.<br />
Se ci è andata di lusso.<br />
Le doglie si possono assecondare non procurare.<br />
Lo si fa, artificialmente però. Si tenta di ammansire quella parte scomoda – della posseduta dalla vita, nello struggimento e nella selvatichezza &#8211; quello spettacolo fuori misura, rinunciando al gioiello che contiene, agli ormoni dell’amore, alla vita-tutto incluso.</p>
<p>Allo stesso modo tendiamo ad addomesticare l’orgasmo &#8211; come se dipendesse dal nostro fare &#8211; a farlo accadere con più o meno o deludente successo. La donna conosce questa delusione, anche se non ne è cosciente. E continua a sentirsi incompetente, quando quella competenza è organica.</p>
<p>Eppure a lei sta il governo, quello dell’amore e degli ormoni dell’amore. È finito il tempo di affidarlo al maschile (in sé e dell’uomo), alla medicina, alla civiltà. Un comando evoluto e conscio di sé anche grazie a questo affidamento.</p>
<p><em>“La donna ha imparato a fare l’amore dall’uomo, che non lo sa fare”</em> Barry Long</p>
<p>Libri consigliati: <em><a href="http://www.macrolibrarsi.it/data/partner/1496/20583.html" target="_blank">Le funzioni degli orgasmi</a></em></p>
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		<title>Donna e uomo: due domande diverse</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:21:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari lettori, mi sono assentata più a lungo da questa piattaforma in quanto &#8211; fino a qualche giorno fa -  scrivevo per un blog aziendale, quello del &#62;Giardino dei Libri. Eccomi, dunque, di nuovo. Dopo &#62;Donne che amano troppo siamo passati a &#62;Donne che fumano troppo. Che ci sia un legame tra amore e fumo? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori,</p>
<p>mi sono assentata più a lungo da questa piattaforma in quanto &#8211; fino a qualche giorno fa -  scrivevo per un blog aziendale, quello del <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/blog/" target="_blank">&gt;Giardino dei Libri</a>.</p>
<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/11/uomo-donna-domande-diverse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1480" title="uomo-donna-domande-diverse" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/11/uomo-donna-domande-diverse.jpg" alt="" width="248" height="209" /></a>Eccomi, dunque, di nuovo.</p>
<p>Dopo <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__donne_che_amano_troppo.php?pn=1496" target="_blank"><em>&gt;Donne che amano troppo</em> </a>siamo passati a <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__donne-che-fumano-troppo.php?pn=1496" target="_blank">&gt;<em>Donne che fumano troppo</em></a>.</p>
<p>Che ci sia un legame tra amore e fumo?</p>
<p>Certo non si può generalizzare, tuttavia in questo periodo storico, potenzialmente fantastico, in cui ci stiamo avvicinando a comprendere che siamo responsabili al 100% della realtà che ci circonda, questa chiave, frequentemente, è imbracciata quasi come una “minaccia”.<span id="more-1475"></span></p>
<p>Fumi? Stammi lontano e sappi che sei responsabile di questo tuo biasimabile vizio. Anzi, te lo meriti vista la tua inconsapevolezza.</p>
<p>Si tendono a confondere livelli di comprensione diversa. Come se fossimo già tutti risvegliati.</p>
<p>Se non vivi l’amore è perché non ti ami e se non ti ami son cazzi tuoi.</p>
<p>Ho avuto la fortunata occasione d’incontrare almeno due personaggi pubblici – uno nella realtà, dell’altro il suo insegnamento – che hanno preso l’iniziativa aperta, assai demodè di questi tempi, di chiedere scusa alle donne, facendo addirittura ammenda di tutti i torti che storicamente hanno vissuto.</p>
<p>La donna, sì, poco o nulla amata.</p>
<p>Uno è tra i pochi che io sappia che abbia risposto alle lettere di alcune donne con disordini alimentari e il vizio del fumo: “mangi tanto perché non sei amata, fumi per lo stesso motivo”.</p>
<p>Il malinteso emozionale sta nel pensare che a questo debba seguire – “poverina me” e “è colpa sua”.</p>
<p>Si rendono conto gli uomini di quanto feriscono le donne? Le donne si lasciano ferire – vero –dunque, e ancora, fatti loro e morta lì?</p>
<p>Quale l’abbaglio della donna (certo non tutte le donne)? Primo, accettare la disonestà dell’uomo &#8211; ancorandosi a sentimenti di eccitazione e convenienza &#8211; e, contemporaneamente, di paura, quella di essere lasciata. Poi, rendere le sue intuizioni delle pretese emozionali.</p>
<p>Per l’uomo (certo non per tutti gli uomini) la donna &#8211; il mistero che incarna &#8211; viene dopo… dopo questo e dopo quello, il lavoro, la carriera, gli affari, la politica, la cultura, l’illuminazione, l’ascesa spirituale… e questa realtà è talmente assodata che passa per ovvia, come se fosse una legge di natura.</p>
<p>Tale e quale all’uomo, così si vede ed è vista. Quando è vista. Avendo confuso la &#8220;ricerca&#8221; di amore con quella di eguaglianza.</p>
<p>La donna che chiede di essere amata è fuori moda, che ami se stessa e poi ne riparliamo.</p>
<p>Certo tutto vero, a che livello però? Al livello dell’amore supremo, dell’amore galattico, cosmico? E la tua di vita amorosa, quella che vivi tutti i giorni e condividi con la donna che hai al fianco, com’è?</p>
<p>“Ti ama, sì – ma ti ama abbastanza?” Rincara l’insegnamento di cui sopra.</p>
<p>Quand’è stata l’ultima volta, donna, che ti sei lucidamente chiesta se “ti ama abbastanza”? E non intendo quel modo emotivo e pretenzioso che elemosina amore.</p>
<p>È possibile chiederselo senza che debba essere emozionale e colpevolizzante. E se ti accorgi che non ti ama abbastanza, comincia a fidarti, sii responsabile, diretta.</p>
<p>Certo, voi direte, vale lo stesso per l’uomo. Siffatta e livellante è la cultura.</p>
<p>Propongo una novità per l’uomo, che lo renda uomo: «La amo abbastanza?</p>
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		<title>Il corpo risvegliato</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 17:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[3-4 dicembre 2011 sabato ore 10-18 – domenica ore 9.30-17 Cesena (FC) Riconciliarsi con il corpo Il corpo risvegliato Nella ricerca di amore e consapevolezza è importante iniziare dal corpo, scoprire come lo “usiamo” e cosa esprimiamo attraverso di esso. Il corpo è spesso asservito alla personalità a scapito della naturalezza che gli è propria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/07/corpo_risvegliato.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1412" title="corpo_risvegliato" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/07/corpo_risvegliato.gif" alt="" width="89" height="85" /></a>3-4 dicembre 2011</strong><br />
sabato ore 10-18 – domenica ore 9.30-17<br />
Cesena (FC)</p>
<p><strong>Riconciliarsi con il corpo<br />
Il corpo risvegliato</strong></p>
<p>Nella ricerca di amore e consapevolezza è importante iniziare dal corpo, scoprire come lo “usiamo” e cosa esprimiamo attraverso di esso.</p>
<p>Il corpo è spesso asservito alla personalità a scapito della naturalezza che gli è propria. È sotto il costante riflettore dei nostri giudizi che mettiamo in bocca agli altri.</p>
<p>Ci soffermeremo a sperimentare la differenza tra essere il corpo e essere nel corpo.</p>
<p>In questi due giorni praticheremo la percezione del corpo dall’interno, sviluppando la capacità di registrare ciò che sta accadendo attraverso i sensi senza utilizzare le memorie del passato per interpretarlo. Sapremo cosa significa amarlo e rispettarlo in quel semplice atto che si chiama amore di sé.</p>
<p>Questo aiuta a ritrovare fiducia nell’intelligenza del corpo, un’intelligenza più grande, per es. quella che fa battere il cuore nella veglia e nel sonno. Significa aprirsi in modo più vasto e profondo alla consapevolezza corporea, a quella del respiro, al legame sesso-mente-emozioni, per es. al legame sesso-rabbia e non solo.</p>
<p>Il percorso è accompagnato:<br />
- dalla bioenergetica neoreichiana (&gt;&gt;&gt;pulsation) con Maitry Paola Gradara<br />
- da alcune tecniche del Tao Yoga dell’amore e del V.B. Tantra.<br />
- dal movimento autentico, la danza, la quiete (stillness)</p>
<p>Andremo a sperimentare la distinzione tra emozioni, sensazioni e qualità dell’essere o essenziali. A esplorare la differenza tra una condizione (da condizionamento) e uno stato nel presente ai fini di un benessere diffuso che coinvolge il corpo dentro-fuori.</p>
<p><strong>INFO e Prenotazioni: ESSENZIA – Associazione Benessere Interdisciplinare<br />
tel. 3343828029 email: info@essenzia.org</strong></p>
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		<title>Chi sono io? Intensivo di consapevolezza (mindfulness)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 16:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[5 gennaio (ore 21) - 8 gennaio 2012 (ore 16) sede da definire seminario intensivo residenziale Riconciliarsi con la mente &#8211; Chi sono io? Who is in? Riconoscere la nostra vera natura. &#8220;Nel pensiero ho scoperto il non pensiero. Nel non pensiero la sveglia presenza originaria&#8221; Jamgon Kongtrul Quante volte ci rendiamo conto che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/07/csio.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1395" title="csio" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/07/csio.gif" alt="" width="82" height="81" /></a>5 gennaio </strong>(ore 21) <strong>- 8 gennaio 2012 </strong>(ore 16)<br />
sede da definire<br />
seminario intensivo residenziale</p>
<p><strong>Riconciliarsi con la mente &#8211; Chi sono io?<br />
</strong>Who is in?<br />
Riconoscere la nostra vera natura.</p>
<p><em>&#8220;Nel pensiero ho scoperto il non pensiero. Nel non pensiero la sveglia presenza originaria&#8221;<br />
</em>Jamgon<em> </em>Kongtrul<em><br />
</em></p>
<p>Quante volte ci rendiamo conto che la mente fa da padrona? Ci  strapazza, ci confonde, siamo alla sua mercé. Vorremmo usarla quando ci è  utile senza esserne posseduti in ogni momento della giornata.<br />
Tendiamo a pensare che la mente sia il problema senza comprenderla,  senza indagare i pensieri, piuttosto credendo ad essi come il cane al  padrone.<br />
Riconoscere chi sei significa cessare di lottare con la mente, con te  stesso&#8230; E quando la lotta cessa chi è che resta? Che sia pace,  chiarezza, gioia, giocosità, fiducia, amore&#8230;? È un profumo, un sapore &#8211;  quello della tua vera natura &#8211; che come nel caso del gelato può essere  sì raccontato e tuttavia finché non l&#8217;assaggi, finché non hai  un&#8217;esperienza diretta dubito che tu possa riconoscerlo.</p>
<p>Conosci te stesso una volta e poi saprai come ritornarvi cento, mille  volte. Conosci te stesso e anche se dimenticherai sarà solo per  ricordare in modo più intenso il sapore dell&#8217;allineamento con la tua  vera natura. Come? Riconoscendola, semplicemente!</p>
<p>Un’indagine profonda e intensiva di tre giorni a partire dalla <a href="../attivita/intensivo-consapevolezza/">&gt;&gt;&gt;domanda esistenziale: Chi sono io? </a>- in un contesto residenziale accogliente e protetto.<br />
La struttura del residenziale è concepita per permettere un’esperienza diretta di <em>chi sono</em> che è diverso da chi vorrei essere, da chi mi dico che io sia e da chi  gli altri mi dicono di essere, oltre la personalità. Chi sono io  veramente al di là di tutte le forme, le facce con cui mi identifico e  che mi identificano? Chi sono io senza la storia della mia vita, la  storia della mia giornata, la narrazione quotidiana dei miei desideri,  voleri, emozioni e disillusioni, incontri e scontri…?</p>
<p>Questo intensivo di consapevolezza apre anche all’incontro con il  silenzio, l’accadere e il vivere senza parole. Il silenzio è un elisir  di gioia e beatitudine che aramente ci permettiamo nel via vai della  vita quotidiana. Silenzio significa che gran parte del processo avviene  nel silenzio di scambi senza parole e linguaggio verbale: niente  cellulari, niente carta e penna, niente radio, niente tv e pc, libri e  riviste. Ne uscirete rigenerati e rinati come da un bagno al centro di  una sorgente che zampilla in eterno fresca e nuova.<br />
L’autoesplorazione è supportata dalle tecniche di meditazione attive di Osho.<br />
Il percorso è facilitato da me medesima (Elsa Nityama Masetti) e Candida Shreya Mantini.</p>
<p><strong>INFO e Prenotazioni: 340 7880612 (Elsa</strong>), <strong>347 0561427 (Candida), Essenzia: <strong>3343828029</strong></strong></p>
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		<title>Mettere l&#8217;amore al primo posto</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 16:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflessioni in risposta ad un&#8217;amica Il termine insegnare è forte e forse inappropriato&#8230; per questo tendo a usare la parola educare, trasmettere, il che non vuol dire fare le maestrine e dispensare insegnamenti piuttosto mettere l&#8217;amore che siamo al primo posto (e non l&#8217;uomo), senza compromessi. Per dirla con le parole di Hellinger mettere al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/08/Prima-lamore-poi-luomo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1432" title="Prima-l'amore-poi-l'uomo" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/08/Prima-lamore-poi-luomo.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>Riflessioni in risposta ad un&#8217;amica</p>
<p>Il termine insegnare è forte e forse inappropriato&#8230; per questo tendo a usare la parola educare, trasmettere, il che non vuol dire fare le maestrine e dispensare insegnamenti piuttosto mettere l&#8217;amore che siamo al primo posto (e non l&#8217;uomo), senza compromessi. Per dirla con le parole di Hellinger mettere al primo posto ciò che guida entrambi, l&#8217;amore dello spirito. Che è anche amore della verità.</p>
<p>La donna è responsabile biologicamente dell&#8217;amore quindi quale altra responsabilità dovrebbe prendersi? E se non se la prende va bene, che cessi di lamentarsi dell&#8217;uomo allora.<span id="more-1425"></span></p>
<p>La rabbia della donna di cui parli è una ferita atavica nutrita emozionalmente da quella capacità perduta da parte dell&#8217;uomo di amare divinamente la donna. E a livello sistemico la madre, mi vien da dire &#8211; nella visione ampia la Madre del Mondo, la Madre-Terra. La ferita c&#8217;è, va vista, sentita e riconosciuta nel corpo, è un corpo emozionale dentro il corpo.</p>
<p>Anche nella donna è, in primis, rabbia e rivalsa nei confronti della madre e quindi di noi stesse in quanto donne.</p>
<p>Per questo all&#8217;inizio del <a href="http://www.elsamasetti.it/http:/www.elsamasetti.it/dettagli_eventi/relazionarsi-con-amore-percorso/" target="_self">&gt;&#8221;mio&#8221; percorso</a> ho messo le costellazioni familiari e gli anelli dell&#8217;amore. Quello che sto proponendo a piccoli passi, e ancora in nuce, è un intinerario che non so bene dove operativamente porti. Lo sto mettendo a punto, saranno poi le persone che frequentano a darmi la misura.</p>
<p>L&#8217;emozionalità nella donna (il passato) ha molto a che vedere con la qualità del rapporto sessuale. Questo mi è chiaro da tempo.</p>
<p>L&#8217;uomo è in grado di aiutare la donna a trasformare la sua emozionalità (rabbia, risentimento etc&#8230;) a partire dalla sua capacità di raccogliere attraverso il pene quelle energie profonde femminili sottostanti al groviglio di emozioni. Il termine che usi parlando degli uomini che hai conosciuto &#8211; egoismo &#8211; è appropriato. Fa parte della chimica del testosterone e dell&#8217;area corticale adibita.  La donna da parte sua è necessario che sia disponibile ad essere  onestamente ciò che è senza lasciarsi fuorviare dalla paura di perderlo. Tendiamo a compiacere, criticare, predicare e minacciare e, allo stesso tempo, a rimanere (sempre più emozionali) piuttosto che, se necessario, uscire dalla relazione. La stessa cosa può succedere con il lavoro, ce ne lamentiamo senza correre il rischio di perderlo. Nella donna l&#8217;amore per il compromesso è più forte dell&#8217;amore per l&#8217;amore che è ciò che siamo e che possiamo donare. Questo significa anche rinunciare a tutte le varie tattiche per tenerlo, ammansirlo, compiacerlo, a partire dall&#8217;atto sessuale.</p>
<p>Osho dice che la donna può liberare l&#8217;uomo dalla libidine e l&#8217;uomo la donna dalla passionalità emozionale. Il punto è crescere insieme in consapevolezza, osservando le pretese &#8211; prima quella dell&#8217;orgasmo (l&#8217;imperativo &#8220;fammi godere&#8221;, Vasco Rossi docet) &#8211; Fare del rapporto sessuale una &#8220;disciplina&#8221;, per maturare nell&#8217;amore dell’amore che è il medium della verità e dello spirito, piuttosto che un gratificante e indulgente pasto a base di piaceri piccanti. Tutto qui. E a mio avviso il tempo è maturo.</p>
<p>Voi che ne dite?</p>
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		<title>Magnificenza</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 18:58:28 +0000</pubDate>
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		<title>Emozionami</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 18:33:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/07/emozioni-essenza.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1333" title="emozioni-essenza" src="http://www.elsamasetti.it/wp-content/uploads/2011/07/emozioni-essenza.gif" alt="" width="227" height="192" /></a>Se qualcuno è in grado di emozionare è al top. Il che vuol dire che sollecita in me reazioni piacevoli? Quando sono spiacevoli allora come si chiamano? Inoltre chi emoziona al meglio all’inizio può darsi che emozioni al peggio alla fine… è il caso dei più tra gli emozionanti innamoramenti, o sbaglio? Si confonde spesso l’amore con un’emozione, di certo da Battisti in poi.</p>
<p>Le emozioni positive ci fanno sentire bene… e osservo, avvicinano all’essenza del loro e del &#8220;nostro&#8221; nucleo. Tuttavia son pur sempre condizioni in movimento che dal meglio possono tendere al peggio e poi voilà dal peggio al meglio in un’infinita altalena.<span id="more-1332"></span></p>
<p>Si ha l’impressione che solo quando qualcosa ci emoziona – diciamo ci eccita – valga la pena di essere vissuta e abbia un valore. Il massimo del voto – come insegnano certi tipi di programmi televisivi &#8211; è: mi ha emozionato molto. Cioè se mi ha emozionato molto, vale molto. Tendiamo in questo modo ad attribuire alle emozioni un posto privilegiato e il provarle con intensità vale il bollino di vita gratificante.<br />
Fermo restando che la stessa intensità può trasferirsi alle cosiddette emozioni sgradevoli?</p>
<p>Amoreggiare con esse quando sono piacevoli equivale ad indulgervi quando sono spiacevoli. Non si può usare l’esca una volta per attrarre il pesce e l’altra per metterlo in fuga.</p>
<p>Il corpo emozionale e quello di dolore – come lo chiama Tolle &#8211; sono un pacchetto unico.</p>
<p>Rispetto alla sfera del pensiero le emozioni appaiono un gradino più in alto. Della serie non darmi pensieri ma emozioni! Più arduo è accorgersi che le emozioni altro non sono che pensieri sollecitati, in movimento, in un senso o nell’altro. Dov’è la radice di questo movimento? Che cosa penso quando sono emozionato? L’emozione è per caso il prodotto di quei pensieri? Sono quei pensieri un’anticipazione di un qualcosa di piacevole-spiacevole? Sono allora le emozioni delle semplici reazioni ai pensieri?</p>
<p>Secondo la medicina orientale l’emozione è una reazione, una contro risposta del sistema nervoso spesso sollecitata da una disfunzione degli organi. Avete mai notato una certa enfasi nel ricercare un atteggiamento che ferisca per poter dare via libera alle lacrime? (eccesso di liquidi nel corpo) Oppure di fronte ad un fegato congestionato la meticolosa necessità di trovar argomento su cui attacar briga… Notatelo… E il lamento? È tipicamente legato a una milza sottotono. E questo stato si presenta spesso per es. nella donna prima delle mestruazioni. Com’è anche vero che certe emozioni rafforzano o indeboliscono determinati organi. Sono condizioni dell’organismo che cambiano più che uno stato ideale a cui tendere. E allora quando ci sono che fare? Prenderle per quello che sono, come i pensieri. Messaggeri passeggeri che ci guidano al nocciolo di chi sta provando quell’emozione. Imparare a conoscerle per riconoscerle è auspicabile, senza necessariamente essere pro o contro, energia che muove e si trasforma.</p>
<p>Certo la rabbia arriva, la depressione, il lamento, l’eccitazione, l’entusiasmo, la passione… entrano senza bussare, trovano la porta aperta, diamo loro un nome e a seconda del nome che ricevono vorremmo intrattenerle a lungo al nostro tavolo o buttarle fuori dalla porta, dimenticando che sono ospiti e come tali vanno e vengono. La domanda interessante è chiedersi: cos’è che resta?</p>
<p>Sono segnali rilevanti e richiedono attenzione. Come i pensieri che vagano sono dei post it su cui c’è scritto: ti stai distraendo dal punto, sei in anticipo oppure in ritardo.</p>
<p>Altra cosa è farne un fiore all’occhiello. La maggior parte delle conversazioni punta alla ricerca dello stato emozionale pregnante. Per es: come va oggi? Dai niente di che, ma stasera finalmente sono invitato a un party. Allora come procede il lavoro? Al solito… meno male che domani è sabato e c’è la partita… Oppure: vota la frase che ti ha fatto emozionare di più.<br />
Anche quella che mi ha fatto girare le palle?</p>
<p>Come i pensieri, il substrato da cui emergono è sempre lo stesso e a esso ritornano. Quel substrato è essenziale e costante, quieto e allineato riposa in se stesso, talvolta in superficie increspato, tal’altra in superficie tempestoso, mosso. Ed è in superficie che si muovono le emozioni.</p>
<p>Il trucco? Non perdere di vista la tela di fondo. E come appare? Non appare, è sempre lì.</p>
<p>E se la perdo di vista? La ritrovo. Non scappa.</p>
<p>Vale per le emozioni quello che vale per i pensieri, secondo questa chiara saggezza?</p>
<p>“Nel pensiero ho scoperto il non pensiero. Nel non pensiero ho scoperto la sveglia presenza originaria” (Jamgon Kongtrul)</p>
<p>Nell’emozione ho scoperto la non emozione. Nella non emozione la sveglia presenza originaria.</p>
<p>Vai e vedi disse il Buddha.</p>
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