L’arte di amare
Ovvero: dell’amore fisico – dal mio canalino Telegram.
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Insomma, ordunque 😉 – ogni tanto qualcuno m’interroga sull’arte di amare – inteso, l’arte dell’amore fisico.
Poiché ogni espressione di amore da questo deriva, nel senso “si manifesta dopo” – in senso temporale – e grazie all’amore fisico.
Può darsi che mi ripeta e instancabilmente sono pronta a ripetermi ancora. L’arte di amare – che non è diversa da altre arti – ha bisogno di pratica, dedizione e “disciplina”.
Come il violinista, lo scultore, il pittore si dedicano ogni volta che sia possibile alla loro arte, lo stesso vale per l’amore fisico.
Fatelo sempre, inteso: ogni volta che si renda possibile un tempo libero dagli impegni.
Lasciate fare il petting, il pre( vedi “precox”), il copione dei pre-liminari e andate dritti al sodo. Nel qui, senza post, pre e dopo.
Unite questi due divini organi d’amore – pene e vagina – senza se e senza ma. (nelle indicazioni tipiche e condizionate il se sta per “dev’essere duro” il ma per “dev’essere bagnata”).
Cavolate.
Scopritelo ora – l’amore fisico – per la prima volta.
Siate nell’atto senza sapere niente – la vitalità muove organicamente il corpo come il cavallo – senza redini – il corpo del suo cavaliere: di passo, fermo, di trotto, al galoppo…
Il seno per la donna rappresenta il “piezzo elettrico”. Come sulle pareti dei templi tantrici di Khajiuraho (vedi immagine) una mano a coppa dell’uomo, contiene l’una o l’altra mammella, nell’abbraccio. 👇
Ringraziate il partner, per rendersi disponibile e state ben affiancati a lui-lei senza distrarre l’attenzione su altri-altre. Trovare qualcuno “sempre” disponibile e pronto ad esplorare il campo dell’amore fisico, non è da tutti.
Buon Amore.

